Vicino a casa abbiamo un mercato, il classico mercato rionale in cui non trovi particolare assortimento o grande convenienza: ci vai solo se non hai tempo di andare fino a Porta Palazzo.
In questo mercato c'è un banchetto di salumi e formaggi. Un banchetto in linea con il mercato, pochi prodotti mediocri venduti a prezzi mediamente alti. C'è però un prodotto, uno soltanto, per cui varrebbe anche la pena di prendere la macchina per andare a comprarlo: la ricotta.
Questo banco ha dei ricottoni che sono uno spettacolo: freschissimi, profumano di latte e si sciolgono in bocca.
Qualche giorno fa mi avanzava un pezzetto di questa ricotta in frigo, ero indeciso se farci un crostino con solo un filo di olio o mangiarla a cucchiaiate, ma alla fine ne sono nati degli agnolotti.
Tomei, con i suoi 'Ravioli all'Olio', vuole ricordare la pasta olio e parmigiano che gli facevano da bambino. Io invece la volevo aglio, olio e peperoncino, quindi nei miei ravioli ho messo la ’nduja.
Partiamo dall'impasto: visto che il ripieno sarebbe stato molto morbido l'impasto doveva essere croccante, quindi l’ho fatto con semola e farina 00 in uguale misura oltre all'uovo. Poi pasta sfogliata non troppo fine per sentirla bene in bocca.
Il ripieno è semplicissimo: 'nduja di Spilinga in quasi pari peso con la ricotta e un pizzico di sale. Lo lavori fino che non diventa omogeneo e il gioco è fatto.
Il ripieno è talmente umido e saporito che potenzialmente li si potrebbe servire al tovagliolo, ma per aggiungere una nota erbacea ho fatto un olio al rosmarino. Semplicemente in padella, senza tirare fuori ultrasuoni o fare cotture sottovuoto.
A finire il piatto del pane che ho tritato molto grossolanamente e tostato: l'effetto è migliore della scarpetta.
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